Apertura nuova attività e valutazione preventiva: Forme Societarie per Partire

Apertura nuova attività e valutazione preventiva: qual è la forma giuridica più conveniente per la propria società?

Uno dei primi interrogativi, nonché bivi da affrontare quando si intende avviare la propria attività è scelta della forma giuridica societaria. Ma quali sono i criteri che dovrebbero orientare i soggetti verso una o l’altra scelta? Quali sono le domande che sarebbe opportuno porsi per poter individuare la migliore forma giuridica societaria? Con questo articolo, il compito del nostro studio di Vercelli è proprio quello di chiarire ogni principale dubbio, arrivando alla scelta della forma societaria più appropriata.

Bisogna precisare però che esistono molti modi predisposti dalla legge per poter esercitare attività di impresa e soprattutto non esiste una forma giuridica migliore rispetto ad un’altra. Ma partiamo per gradi.

Quando parliamo di forma giuridica, essa è il modo in cui si organizza la struttura di un’impresa. L’ordinamento giuridico, infatti, richiede che ogni attività economica sia esercitata secondo una specifica forma giuridica da scegliere tra quelle previste dal legislatore, poiché da tale scelta dipenderà l’assetto organizzativo, fiscale e normativo dell’impresa. Proprio per questo è fondamentale fare un’attenta valutazione e analizzare i pro e i contro di ogni alternativa.

Per semplificare l’argomento, è possibile suddividere le forme giuridiche in quattro grandi tipologie, ciascuna con caratteristiche specifiche adattabili ai diversi tipi d’impresa. Esse sono:

  • Società di persone: i soci rispondono illimitatamente, solidalmente e sussidiariamente delle obbligazioni sociali;
  • Società di capitale:  i soci rispondono delle obbligazioni sociali, solo per la quota sottoscritta;
  • Ditta Individuale: l’imprenditore risponde Illimitatamente delle obbligazioni aziendali. Non c’è separazione tra patrimonio aziendale e patrimonio personale dell’imprenditore
  • Società cooperative

La legge disciplina i vari tipi societari al fine di garantire agli imprenditori di scegliere la più idonea al proprio caso personale.

Statisticamente, nel corso dell’ultimo decennio, la propensione delle nuove aziende è quella di scegliere come forma di esercizio aziendale quella in forma di società di capitali e nello specifico di Srl.

La prima distinzione fondamentale che da imprenditori dobbiamo scegliere è l’esercizio in forma individuale o in forma associata. Le variabili che inducono a scegliere l’una piuttosto che l’altra forma possono essere tantissime, tra cui quella del costo iniziale e del volume d’affari, ma non solo. Sicuramente, la variabile più importante nella scelta della forma giuridica societaria è il fatto di essere da soli nell’esercizio della nascente impresa o meno, vale a dire essere insieme ad altre persone. Ovviamente la seconda ipotesi non potrà che far convergere la scelta sulla forma societaria.

Bisogna precisare che oggi è possibile costituire le società di capitali (Srl, Srls, Spa) anche in forma unipersonale. Ciò significa che la singola persona fisica, se fino a qualche anno fa era praticamente costretta ad esercitare mediante ditta individuale, adesso – con un’attenta valutazione dei costi, del volume d’affari e della tipologia di attività – può intraprendere il percorso imprenditoriale anche mediante la forma societaria di capitali.

Salvo i casi di società unipersonale, chi costituisce una società vuole svolgere un’attività d’impresa, cioè un’attività economica con lo scopo di produrre o scambiare beni e servizi, unendo  la propria attività e organizzazione con il proprio know-how e i propri capitali a quelli di altre persone, al fine del raggiungimento di uno scopo comune. Questo scopo comune nella maggior parte dei casi è il profitto.

Da queste società a scopo di lucro, si differenziano quelle con fini mutualistici (come le cooperative), ossia le società a scopo consortile, vale a dire che pur non rinunciando al lucro, si prefiggono come obiettivo principale quello di migliorare la redditività delle imprese aderenti al consorzio, coordinando la produzione e gli scambi o lo svolgimento in comune di determinate fasi dell’attività.

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Apertura nuova attività e valutazione preventiva: le due grandi categorie di società con fine di lucro.

Le società con fine di lucro possono distinguersi in due grandi categorie. Esse sono le Società di persone e le Società di capitali.

LE SOCIETA DI PERSONE:

  • Società in nome collettivo (Snc)
  • Società in accomandita semplice (Sas)
  • Società semplice (Ss)

LE SOCIETA DI CAPITALI:

  • Società per azioni (Spa)
  • Società a responsabilità limitata (Srl)
  • Società in accomandita per azioni (Sapa)

Fatta eccezione per la società semplice, tutte queste società sono definite anche società commerciali,  vale a dire esercitanti attività diretta alla produzione e scambio di beni e servizi.

Queste due grandi categorie di società hanno in comune alcune caratteristiche principali che  possono essere sintetizzate così:

  • CAPITALE SOCIALE: la legge prevede un capitale minimo inderogabile per le srl, spa e sapa. Tuttavia è possibile per le srl una deroga alla disciplina mediante il capitale minimo di 1 solo euro (in questo senso, si parla di srl semplificate e srl a capitale ridotto);
  • ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO: nelle società di persone non sono previsti organi sociali. Di solito il socio illimitatamente responsabile può amministrare la società. Lo statuto delle società di persone, salvo diversamente stabilito, può essere modificato con il solo consenso di tutti i soci. Diversamente nelle società di capitali sono previsti organi di funzionamento diversi, che possono comunque variare a seconda della dimensione aziendale. Le modifiche allo statuto avvengono in base al peso delle partecipazioni di ciascun socio.
  • AUTONOMIA PATRIMONIALE: essa può essere distinta in perfetta o imperfetta. La prima consiste nel fatto che i soci non sono responsabili delle obbligazioni sociali e i beni da loro conferiti diventano di proprietà della società e solo di questi sono responsabili. Tale autonomia è tipica delle società di capitali. Diverso vale per le società di persone (con unica eccezione per i soci accomandanti delle sas) dove vige un principio di autonomia patrimoniale imperfetta. In tal caso infatti il patrimonio sociale è relativamente insensibile alle vicende relative ai patrimoni dei soci e viceversa. I creditori personali dei soci non potranno soddisfarsi sul patrimonio della società e allo stesso modo, salvo talune eccezioni, i creditori della società non possono aggredire direttamente il patrimonio dei singoli soci senza prima rivalersi sul patrimonio sociale (Beneficio della preventiva escussione).
  • RESPONSABILITA’ PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI: nelle società di capitali risponde solo la società con il suo patrimonio, nelle società di persone invece risponde prima la società con il suo patrimonio e in via sussidiaria tutti i soci illimitatamente responsabili con il loro patrimonio personale.
  • EFFETTI DEL FALLIMENTO: nelle società di capitali non sono coinvolti i singoli soci, mentre nelle società di persone vi è l’automatica estensione del fallimento della società in capo ai soci.

Alla luce di quanto detto, dunque, la scelta del modello societario dipende dalla valutazione di tantissimi fattori. Sicuramente, tra questi, quelli più importanti sono:

  • Lo scopo e l’attività
  • Il Rischio
  • L’ Organizzazione
  • Il volume dell’attività
  • Il profilo contabile

Dal punto di vista del Regime Fiscale delle Società, invece, sono molte le differenze tra Società di persone e Società di capitali, ecco dunque che, per non mettere troppa carne a cuocere, ne parleremo in un altro articolo.

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