Brexit: quali sfide?

Quali nuove sfide

Con il voto del 29.03 il parlamento britannico ha per la terza volta bocciato l’accordo sottoscritto con l’Unione Europea da parte del governo inglese. La data del 29.03.2019 risultava inoltre simbolica e la bocciatura dell’accordo apre a una serie di incognite per il Regno Unito. La giornata di ieri avrebbe infatti dovuto sancire l’uscita dell’Inghilterra dalla comunità Europea. Infatti con l’attivazione dell’art. 50 di fuoriscita dall’unione l’Inghilterra aveva previsto, come da normativa, una tempistica di due anni, cioè appunto il 29 marzo.

Ad oggi non vi sono certezze. Siamo infatti in un periodo di proroga rispetto alla scadenza originaria del 29.03. Entro la fine della proroga concessa l’Inghilterra dovrà decidere se chiedere una richiesta di proroga più lunga o percorrere un’uscita dall’unione europea senza alcun accordo.

Analizziamo il secondo caso: l’Inghilterra non approva nessun accordo con l’Unione entro la deadline prevista ed esce dal mercato unico senza aver raggiunto alcuna intesa.

Dalla mezzanotte dell’11 aprile il libero commercio da e verso l’Inghilterra non è più tale. Si vanno infatti a reinstaurare le dogane interne. Le dogane hanno infatti natura comunitaria e vanno quindi a regolare il commercio verso i mercati esterni all’Unione. Con l’uscita dall’Europa dell’Inghilterra i nuovi confini doganali si contraggono e ciò che transita da e per l’Inghilterra torna, dopo decadi ad essere soggetto a verifica e dazi doganali.

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La nostra soluzione

Cosa deve quindi fare l’impresa?

In prima istanza calcolare tempistiche, almeno inizialmente, molto più lunghe per importare o esportare merci dall’Unione versop l’Inghilterra. In secondo luogo deve verificare i costi di tale procedura. Costi sia amministrativi che di dazi. i dazi in caso di hard brexit sarebbe non agevolati e quindi soggetti alle tariffe del WTO. E’ opportuno verificare come organizzare i nuovi adempimenti con il proprio spedizioniere.

Un ultimo accenno alla liquidità aziendale. Se ad oggi la merce importata dall’Uk era soggetta a reverse charge, quindi senza IVA esposta dall’uscita le bollette doganali di importazione esporranno l’Iva che andrà riversata alla dogana. Tale IVA sarà poi detratta, ricorrendone i presupposti, ma a livello di esborso finanziario potrebbe risultare gravosa.

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