Il libero professionista e Regime Forfettario 2020: ecco cosa sapere sulla Partita IVA se il fatturato supera i 65.000 € di ricavo

Il Regime forfetario 2020: novità e requisiti per il libero professionista e le imprese

Come abbiamo già precisato nell’articolo in merito al libero professionista e al Regime Forfetario 2020, con la pubblicazione della nuova Legge di Bilancio sono scattate diverse novità per professionisti e imprese che intendono avvalersi del cosiddetto regime forfetario, riservato esclusivamente alle Partite IVA con reddito non superiore a 65mila euro.

Entrando nel dettaglio, l’art. 1, comma 692 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (c.d. Legge di Bilancio per il 2020) ha apportato diverse modifiche all’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 per quanto riguarda la disciplina del regime forfetario per l’anno 2020. Modifiche che riducono sensibilmente la platea di partite IVA che potranno accedere alla disciplina fiscale riservata ai “piccoli” contribuenti che prevede un’aliquota sostitutiva del 15% ridotta al 5% per le start-up. Nel caso di adesione al regime forfetario, i contribuenti non dovranno più valorizzare l’IVA in fattura e dovranno solo comunicare la loro decisione al Fisco entro il 28 febbraio 2020.

Ma cosa succede se si superano i 65.000 euro di ricavi?

Hai bisogno di maggiori informazioni sul Regime Forfettario 2020?

Regime Forfettario: Cosa accade se il libero professionista o le imprese superano i 65.000 euro di ricavi?

Le partite IVA che nell’anno precedente non hanno fatturato più di 65.000 euro possono, dunque, scegliere il Regime Forfetario. Ma cosa succede per chi supera questo limite di ricavo? In realtà, nulla di grave o irrecuperabile. Più specificatamente, nel caso in cui il contribuente avesse optato per il regime forfetario e in corso d’opera avesse superato il limite dei 65.000 euro non cambierebbe nulla per l’anno in corso bensì solo per quello successivo, anno in cui dovrà tornare alle normali abitudini, ossia:

  • Fatture con IVA
  • Ritenute d’acconto
  • IRPEF
  • IRAP

Per facilitare la comprensione di tale concetto, il nostro studio di Vercelli è sempre pronto a redimere ogni piccolo dubbio. Volendo, però, in maniera generica, fare un esempio, possiamo prendere in considerazione questo schema:

  • Anno 2019 – Hai fatturato meno di 65.000 euro e non rientrando in nessuna delle cause di esclusione, si opta per l’adesione al regime forfetario.
  • Anno 2020 – Pur rientrando nel forfetario si realizzano dei ricavi di 70.000 euro (>65.000 euro). Per l’anno in corso si continua a fruire del regime forfetario e, quindi, si applicherà l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% se start-up).
  • Anno 2021 – Si rientra nel regime di contribuzione normale ma se si fattura meno di 65.000 euro l’anno successivo (2022) si potrà tornare nel forfetario.
Post recenti
Contattaci

Compila il form per richiedere informazioni.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt