Entra in vigore quota 100!

Vantaggi e svantaggi di una scelta importante

Qualche spunto interessante per compiere una scelta corretta

Uno dei temi sicuramente più cari agli italiani è quello delle pensioni. Le riforme del sistema pensionistico, hanno giustamente una grande eco a livello mediatico. Il sistema delle pensioni da un lato, infatti, impatta pesantemente su chi è più prossimo alla pensione, ma anche di riflesso su chi è più lontano da essa. Le scelte, infatti, non possono mai per natura essere neutrali e ovviamente scelte di più breve periodo daranno benefici a determinate fasce di età e scelte di più lungo periodo porteranno svantaggi alle fasce di età più giovani.

E’ stata infatti introdotta il giorno 17/01/2018 una riforma che va a modificare la Legge Fornero, che introdotta nel 2011 aveva sensibilmente modificato i requisiti per poter accedere ai trattamenti pensionistici erogati dall’INPS.

La norma ha introdotto la cosiddetta quota 100. Con quota 100 si intende quella situazione in cui lavoratore sommando l’età anagrafica agli anni di contribuzione al sistema pensionistico raggiunga la fatidica somma di 100.

Facendo un esempio numero immaginiamo una persona nata nel 1956. Nel 2018 il soggetto ha compiuto 62 anni di età anagrafica. Se ha anche lavorato almeno 38 anni nella sua carriera lavorativa allora sarà in grado di accedere nel 2019 al trattamento pensionistico.

E’ opportuno però fare alcuni distinguo in proposito. La norma prevede un ricalcolo del trattamento pensionistico per chi anticipasse la pensione in un esempio come quello qui riportato. In questo caso la scelta di anticipare la pensione andrebbe valutata con estrema cautela e consapevolezza. E’, infatti, a questo punto indispensabile essere correttamente informati per conoscere con esattezza quale sarà la situazione cui si andrà incontro e poter compiere una scelta informata e consapevole. E’ comunque esclusa l’obbligatorietà dell’accesso a questa agevolazione. E’ legittimo immaginare che ci siano persone, che non avendo problemi a continuare la propria attività lavorativa preferiscano continuare fino al maturamento del vecchio requisito per non vedersi ridurre l’assegno pensionistico. Al contrario ci saranno persone che non si sentiranno di continuare la propria attività lavorativa e preferiranno uscire dal mercato del lavoro.

Ovviamente l’impatto maggiore di questa riforma sarà su coloro che perso il lavoro in età avanzata, e viste ridotte le possibilità di un reimpiego in tempi brevi, potranno accedere con qualche anno di anticipo al sistema pensionistico.

La nostra soluzione

Una consulenza personalizzata e su misura per poter valutare scelte di estrema importanza.

Aiutiamo poi il privato a valutare con cura eventuali proposte di incentivazione al prepensionamento ricevute dal datore di lavoro.

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