Riscatto pensionistico agevolato del periodo di laurea

Un costo di circa 5.000 euro per anno di studio

La nuova possibilità

 Con il decreto presentato il 17 gennaio il governo ha introdotto una nuova possibilità di riscatto degli anni di laurea. Tale misura passata in sordina rispetto all’introduzione del reddito di cittadinanza e della cosiddetta quota 100 può invece rappresentare una buona opportunità per molti.

Il riscatto della laurea è un’opportunità prevista da molto tempo nel nostro ordinamento. Ad oggi non era spesso utilizzata visto il costo molto elevato per poter ottenere il riconoscimento degli anni di studio. 

Ad esempio, per un reddito pari a circa 40.000 euro è possibile stimare un costo pari approssimativamente a 13.000 euro per il riscatto di ogni anno di studio.

A fronte di questo versamento oneroso vi erano due benefici. Il primo è che l’anno di studio così riscattato veniva conteggiato ai fini dell’anzianità contributiva. Il secondo è che l’importo versato andava ad accrescere il montante contributivo, cioè l’importo accantonato su cui si calcola il quantum della pensione. Concretamente, gli anni riscattati davano diritto a un’anticipazione del raggiungimento dei requisiti per la percezione della pensione e un aumento dell’assegno pensionistico maturato.

Con il decreto appena introdotto il governo va a introdurre una versione depotenziata e più economica del riscatto appena presentato. In prima battuta vengono limitati i soggetti interessati dal dispositivo. Possono accedere solo gli Under 45. In seconda battuta il riscatto degli anni non influirà, come in passato, sull’importo dell’assegno pensionistico percepito.

La nuova norma quindi avrà come unica platea quella degli Under 45. L’importo da versare ammonterà a circa 5000 € per ogni anno di studio e non influenzerà l’importo dell’assegno che si andrà a percepire al momento della pensione.

Questa misura all’interno di un sistema contributivo, la norma infatti prevede che coloro che possono accedervi non percepiscano la pensione se non con un sistema interamente contributivo, presenta alcune criticità. Quando parliamo di under 45, parliamo di una generazione temporalmente molto lontana dal raggiungimento del requisito pensionistico. 

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Perchè farlo

Versare ora cifre così importanti nell’ipotesi che le stesse non generino una maggior pensione ma solo un ipotetico anticipo della pensione può lasciare perplessi.

Si può immaginare però che la finalità della norma sia quella di tentare di dare continuità contributiva ai quei soggetti che, spesso per evidenti criticità sul mercato del lavoro, hanno avuto carriere discontinue. Ovviamente la scelta di effettuare un versamento si ridotto ma comunque importante non è banale. Risultato diametralmente opposto darebbe ad esempio il versamento del medesimo importo a un fondo pensione. 

Il versamento al fondo pensione non anticipa infatti il momento di maturazione del requisito pensionistico, ma genera, in capo al beneficiario, una pensione integrativa e quindi un aumento del reddito al momento della pensione.

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