Cos’è il welfare aziendale?

Quali sono i benefici per la mia impresa?

Cos’è?

Per welfare aziendale si intendono una serie di strumenti adottati dall’impresa che hanno lo scopo di favorire il benessere e la conciliazione tra vita e lavoro del personale dipendente. L’azienda può pertanto implementare un piano welfare offrendo alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee servizi e prestazioni di carattere sociale. Un piano welfare ben costruito e delineato offre importanti vantaggi sia all’impresa che ai dipendenti. Infatti l’art. 51 del TUIR prevede che “l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell’articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell’articolo 100” non concorre alla formazione del redditi di lavoro dipendente. Questa formulazione ha un notevole impatto sui costi che l’azienda dovrà sostenere. Di seguito andremo ad analizzare i vantaggi dell’applicazione di un piano welfare, a chi può essere rivolto, come costruire un piano welfare e cosa offrire in un piano welfare

Vantaggi
L’erogazione di somme o servizi a seguito dell’introduzione di welfare aziendale non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente. Questo comporta il mancato assoggettamento a imposizione contributiva e fiscale delle somme erogate. Da ciò si evince la netta convenienza dell’introduzione di un piano welfare. Confrontiamo, ad esempio, l’erogazione di 1.000€ in busta paga sia come premio una tantum, sia come premio di produttività, sia come welfare aziendale

Premio una tantum
Erogazione in busta paga             1.000€
Costo aziendale                                1.300€
Netto in busta                                     680€

Differenza tra quanto paga l’azienda e quanto prende il lavoratore                         620€

Premio di produttività
Erogazione in busta paga             1.000€
Costo aziendale                                1.300€
Netto in busta                                     820€

Differenza tra quanto paga l’azienda e quanto prende il lavoratore                         480€

WELFARE AZIENDALE
Erogazione in busta paga             1.000€
Costo aziendale                                1.000€
Netto in busta                                  1.000€

Differenza tra quanto paga l’azienda e quanto prende il lavoratore                             0€

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Cosa bisogna fare

A chi è rivolto
La norma prevede l’erogazione del piano welfare alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee. Questo comporta che i piani welfare non possono prevedere erogazioni speciali ad personam. Pertanto è necessario identificare almeno un gruppo omogeneo di dipendenti a cui assegnare il piano. Per gruppo omogeneo si intende un gruppo di lavoratori che possiedano le stesse caratteristiche distintive (ad esempio i lavoratori notturni). Identificare correttamente il gruppo omogeneo è la base fondamentale per la costruzione di un piano welfare di successo. Infatti la mancata erogazione di somme e servizi ad un gruppo omogeneo comporta che le erogazioni delle somme e dei servizi siano considerati benefit ad personam. Di conseguenza, tali benefit non godono delle agevolazioni contributive e fiscali.
I beneficiari dei piani welfare, ove la normativa lo permette, possono essere, oltre che al dipendente:

  • Coniuge
  • Figli
  • Genitori
  • Generi e nuore
  • Suoceri
  • Fratelli e sorelle

 

Come costruire il piano di welfare aziendale
La costruzione del piano welfare è un passaggio cruciale affinché il costo sostenuto sia interamente deducibile. Infatti l’art. 100 del TUIR prevede la deducibilità limitata per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi. Tale limitazione vige nelle ipotesi in cui le opere ed i servizi siano offerti volontariamente dal datore di lavoro. Tuttavia se l’erogazione è frutto di un adempimento dovuto a contratto, accordo o regolamento aziendale allora il costo è deducibile integralmente. La formulazione prevede espressamente la possibilità di erogare un piano welfare per mezzo di un regolamento aziendale. Il vantaggio è che il regolamento aziendale non obbliga l’azienda ad un accordo sindacale. Il vincolo affinché il costo sia interamente deducibile è che il regolamento aziendale sia vincolante per il datore di lavoro che lo stipula.

Che tipo di servizi e somme possono essere erogate
Con welfare aziendale ci si riferisce a prestazioni, opere, servizi corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese aventi finalità che possono essere definite di rilevanza sociale, escluse dal reddito di lavoro dipendente.
I servizi e le opere sono vari. Di seguito verranno evidenziati gli ambiti dei servizi e verranno fatti alcuni esempi.

educazione e istruzione (rimborso di spese sostenute per scuole materne oppure borse di studio),

ricreazione (abbonamenti a palestra/piscina/attività sportive/cinema),

assistenza sociale (previdenza complementare, servizi di assistenza sanitaria, check up medici),

Rimane fermo che le opere ed i servizi in esame possono essere messi a disposizione direttamente dal datore o, come chiarito ad esempio per il servizio di checkup medico, da parte di strutture esterne all’azienda, purché il dipendente resti estraneo al rapporto economico intercorrente tra l’azienda e il terzo erogatore del servizio.
Solo per i servizi di educazione ed istruzione è possibile che il datore di lavoro eroghi i servizi di educazione ed istruzione direttamente o tramite terzi, oppure corrisponda ai dipendenti somme di denaro da destinare alle finalità indicate, anche a titolo di rimborso di spese già sostenute, sempreché acquisisca e conservi la documentazione comprovante l’utilizzo delle somme da parte del dipendente coerentemente con le finalità per le quali sono state corrisposte.
Inoltre è possibile erogare queste prestazioni e servizi mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale. Tali documenti non possono essere utilizzati da persona diversa dal titolare, non possono essere monetizzati o ceduti a terzi e devono dare diritto ad una sola prestazione, opera o servizio per l’intero valore nominale senza integrazioni a carico del titolare. Affinché siano interamente deducibili, il voucher deve riferirsi ad un solo servizio. Se il voucher comprendesse più servizi, il documento di legittimazione è interamente esentato da imposizione fiscale e contributiva purché il valore complessivo dello stesso non ecceda il limite di importo di 258,23 euro. Deve quindi sussistere una esatta corrispondenza tra il valore indicato nel documento di legittimazione ed il valore della prestazione, servizio o opera offerti, determinato in base al valore normale, che può essere costituito anche dal prezzo scontato praticato dal fornitore sulla base di apposite convenzioni stipulate con il datore. Infine i “voucher” richiedono la previa intestazione del titolo all’effettivo fruitore della prestazione, opera o servizio anche nei casi di utilizzo da parte dei familiari del dipendente.

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